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Alessandro Ferretti pioniere delle funicolari a Bergamo

Inserito il 30 marzo 2007 alle 02:00:00 da berni. IT - Patrimonio e beni culturali
Alessandro Ferretti pioniere delle funicolari
Nel 1887 costruì quella di Città Alta e progettò quindi quella di San Vigilio, ma a lui si devono impianti di risalita in tutta Italia
A Bergamo il nome dell'ing. Alessandro Ferretti ricorre solo quando si parla della funicolare di Città Alta. Nonostante abbia avuto un ruolo di notevole importanza nel trasporto pubblico, la città non è stata molto generosa con lui.
Nelle cronache dell'inaugurazione dell'impianto il suo nome non viene fatto, non risulta che il Comune gli abbia dato un riconoscimento (come la classica medaglia, che non si nega a nessuno con una qualche benemerenza), e nemmeno esiste una via a lui dedicata. Una lacuna alla quale l'Atb vorrebbe porre rimedio con la richiesta al sindaco di intitolargli una strada o una slargo, se possibile nella zona della nuova sede dell'Azienda. Gli sarà comunque dedicata una sala del Museo del trasporto.
Ma Ferretti non è sicuramente un Carneade. Se si scorre la storia dei trasporti a fune in Italia, soprattutto delle funicolari, si scopre che in questo campo è stato un autentico pioniere. Di impianti ne ha progettati a decine portandone a compimento una quindicina. Un censimento completo non è stato ancora compiuto. Verrà portato a termine nell'ambito delle iniziative in programma per celebrare i cento anni dell'Azienda municipalizzata.
Con una lettera pubblicata su L'Eco di Bergamo Ferretti comparve sulla scena bergamasca nell'agosto del 1883, quando già da tempo si discuteva dei collegamenti con la Bergamo sul colle. Stava sperimentando una funicolare molto primitiva per il santuario del Monte Berico, a Vicenza. Per quanto si trattasse di una specie di carrozza trainata da una fune senza nemmeno viaggiare su binari, il progetto era stato accolto con molto favore: «Ieri - scriveva il cronista di un giornale vicentino - grande concorso di gente. Il tramway funicolare ha lavorato pel tragitto dei curiosi fino a sera tarda. Nessun inconveniente».
Erano gli «inconvenienti» (leggi: incidenti) uno dei principali ostacoli del nuovo sistema di trasporto. Ma l'ing. Ferretti a forza di studi e di prove andava avanti con i suoi progetti. L'anno dopo, nel 1884, poté dimostrare che era sulla strada giusta. A Torino venne inaugurata, tra generali consensi, la funicolare del Monte dei Cappuccini. Nel 1885 sarà la volta di quella di Mondovì che, dopo una lunga inattività, è stata rimessa in funzione proprio nei mesi scorsi. Poi toccò a Bergamo, con gli esiti che conosciamo. Costruì la funicolare e gestì anche il servizio di tram a cavalli a Bergamo bassa, ma dopo un po' cedette tutto.
Non era nello spirito dell'ing. Ferretti impegnarsi nella gestione dei trasporti. Era un libero professionista nel senso più autentico del termine, quasi un «nomade» degli impianti di risalita. Si presentava nelle città dove per la presenza di dislivelli da superare riteneva che le sue idee e i suoi progetti potessero essere accolti. E non era difficile trovare consensi all'impresa.
I problemi si presentavano quando c'era da reperire i fondi per la realizzazione. Con le casse semivuote, le amministrazioni comunali non erano disposte a sostenerne l'onere. Compito di Ferretti era quello di trovare i finanziatori, banche o privati. Fu così per la funicolare di Città Alta (una banca) e così anche per quella di San Vigilio, dove c'era già una società di privati.
Per San Vigilio Ferretti mise a punto l'intero progetto ma, proprio per questioni finanziarie, non poté portare a termine il cantiere. Gli capiterà anche con altri impianti. In più, spostandosi da una località all'altra, non aveva alle spalle un vero e proprio studio d'ingegneria. Doveva seguire personalmente i lavori, ma doveva anche affidarsi a impresari o capomastri del luogo che spesso, assente l'ingegnere, faceva di testa propria.
Abbiamo seguito le tracce dell'attività di Alessandro Ferretti fino a Napoli dove si stabilì definitivamente con la famiglia. E a Napoli i discendenti hanno custodito con cura il suo archivio, dalle cui carte esce un ritratto affascinante di questo personaggio geniale.
Ferretti fu precoce negli studi e nei progetti. Ancora studente universitario presentò domanda per «privativa industriale» (così si chiamavano allora i brevetti) per meccanismi e apparecchiature da impiegare nella coltivazione dei campi. Si interessò anche di ascensori, di telegrafi, di macchine volanti; impiantò a Genova la prima funivia in Italia, che fece funzionare in occasione della Esposizione internazionale. Ma tra i tanti meccanismi ai quali dedicò i propri studi colpisce un treno super-veloce che nel 1909 avrebbe dovuto viaggiare a 200 chilometri all'ora. Era già l'alta velocità.
P.C. ECO BG ven 30 marzo 2007[u]

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